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Suor Paola, la religiosa-tifosa di “Quelli che il calcio”. Sapete che fine ha fatto?

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Come dimenticarsi di suor Paola D’Auria, ospite per 12 anni a “Quelli che il calcio”, con quella sua immancabile sciarpa bianco-celeste?

Nata in calabria ma di adozione romana, a soli vent’anni decide di farsi suora ed entra a far parte della congregazione delle Suore scolastiche francescane di Cristo Re.

Nel 1993 viene lanciata dal programma condotto da Fabio Fazio “Quelli che il Calcio”, e subito diventa uno tra i maggiori protagonisti.

Dopo l’immenso successo, la monaca tifosa ritornata in tv come presenza fissa nel programma di Rai 1 “A sua immagine”, ma continua ad aiutare le persone bisognose. Infatti in un’intervista a Famiglia Cristiana rivela: “Di mattina insegno ai bambini. Poi mi occupo di tre case famiglia. Una per donne che hanno subito violenze, un’altra di soli bambini e adolescenti, mentre l’ultima è un centro anziani durante il giorno, mentre per la sera diventa una mensa per poveri”

Inoltre, si dedica anche al volontariato all’interno del carcere di Regina Coeli e le domeniche si reca per le periferie di Roma a distribuire viveri ed indumenti. Infatti nella sua intervista continua: “Inoltre, quasi ogni giorno faccio volontariato nel carcere di Regina Coeli, mentre ogni domenica vado con il camper della solidarietà nelle periferie di Roma a distribuire viveri e indumenti per le persone più bisognose”.  Insomma, la sua missione resta sempre quella di aiutare il prossimo facendo tutto il possibile.

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Ma la sua passione per il calcio è finita? Ovviamente no, ma chiaramente con tutti gli impegni presi le risulta molto difficile anadare allo stadio come una volta. Tifa ancora per la sua lazio?

“Tifo sempre la lazio e mi auguro sempre che la roma perda. Ma i romanisti mi vogliono bene e ridiamo insieme. Ci prendiamo in giro. Pensi che uno dei miei primi volontari è stato Damiano Tommasi, un ragazzo d’oro che mi aiutato moltissimo”.

E quando gli si chiede da dove nasce il suo incrollabile tifo e amore per la lazio?

“Perché tifo Lazio? L’ho sempre considerata la squadra povera di questa città. Quando bussai alle porte di Roma e Lazio per chiedere un aiuto ai ragazzi che allenavo, alla Roma trovai porte chiuse, invece alla Lazio trovai braccia aperte e mi diedero anche il permesso di usare il loro campo di allenamento”.

Insomma, una donna con la “D” maiuscola. Definirla e riconoscerla solo per il suo amore laziale sarebbe riduttivo, invece è una splendida persona operosa e altruista che ogni giorno opera per aiutare i bisognosi e i disperati. Quindi prendendo spunto dal mondo del calcio, non ci resta che gridare “Forza Suor Paola!”

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