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Detenuti famosi: ecco la loro vita in carcere

Non è facile dimenticare alcuni dei più efferati delitti avvenuti nel corso di questi ultimi anni.
Detenuti famosi: ecco la loro vita in carcere

La strage di Erba e l’omicidio di Sarah Scazzi sono solo due dei terribili fatti di cronaca nera che hanno riempito le pagine dei giornali e occupato, per molto tempo, i palinsesti televisivi.

Ma che fine hanno fatto i colpevoli e qual è oggi la loro vita in carcere?

Alberto Stasi

Alberto Stasi

Alberto Stasi, accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi e detenuto nel carcere di Milano Bollate, lavora come centralinista in una nota compagnia di call center.  

Olindo Romano e Rosa Bazzi

I coniugi Romano

Tristemente noti per la strage di Erba, sono tornati recentemente alle cronache per la depressione di Rosa Bazzi (la donna si era invaghita di un detenuto, da poco morto per un incidente). Rinchiusi nel carcere Opera di Bollate, Olindo Romano lavora il cuoio e si occupa della cucina, mentre Rosa Bazzi lavora come inserviente ed impiegata.  

Massimo Bossetti

Massimo Bossetti


In carcere per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio, Bossetti si dedica allo studio e al lavoro. In particolare, l’uomo si occupa di riparare macchine del caffè che vengono, poi, rimesse sul mercato a prezzi ribassati.  

Cosima Serrano e Sabrina Misseri

Cosima Serrano e Sabrina Misseri

Cosima Serrano e Sabrina Misseri, rinchiuse in carcere per il delitto della piccola Sarah Scazzi, lavorano come sarte. Sabrina si è anche dedicata allo studio per poter ottenere il diploma nel settore dei servizi socio-sanitari.  

Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

In carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, Salvatore Parolisi passa le giornate studiando e partecipando ad uno stage di formazione per avere la possibilità di lavorare nella stessa azienda di Alberto Stasi.  

Michele Buoninconti

Elena Ceste e Michele Buoninconti

Michele Buoninconti, rinchiuso in carcere dal 2015 per l’uccisione della moglie Elena Ceste, si è da poco fatto trasferire nel carcere di Alghero dove studia economia e commercio ed è diventato tutor universitario.  

Veronica Panarello

Veronica Panarello ed il figlio Loris

Veronica Panarello è stata condannata per l’omicidio del figlio Loris, di soli 8 anni; la Cassazione ha da poco risposto al ricorso dell’imputata, confermando che la donna non ha diritto ad alcuna attenuante avendo tenuto una condotta “lucida” e “cosciente” durante l’omicidio del piccolo.

Attualmente, sta studiando per diventare operatore sociale.