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Shock a Pomezia: svastiche e antisemitismo davanti alle scuole

Ha dell’incredibile quanto è accaduto a Pomezia, dove l’altra mattina sono state rinvenute enormi scritte e simboli antisemiti in prossimità di due plessi scolastici.
Shock a Pomezia: svastiche e antisemitismo davanti alle scuole

Speravamo di non dover mai più avere a che fare con la propaganda e l’odio nazifascista contro gli ebrei e le minoranze in generale. Purtroppo, quanto accaduto a Pomezia non è che l’ultima di una serie di vergognose provocazioni e ferite al senso comune della brava gente d’Italia.

I fatti


È così che gli studenti del liceo Pascal e dell’IPSIA di Largo Brodolini, a Pomezia, hanno trovato i loro istituti scolastici quando, come ogni mattina, si sono recati a scuola. Sommersi di vernice nera. Scritte antisemite, svastiche, croci celtiche, istigazioni all’odio: “calpesta l’ebreo”, “Anna Frank brucia”, “parlateci delle foibe”, come se fosse normale pretendere di conservare il ricordo delle vittime di una strage che tocca tutti gli Italiani e contemporaneamente inneggiare allo sterminio di sei milioni di ebrei, omosessuali, zingari, avversari politici del Reich nazista. Eppure è esattamente ciò che avviene, e continua ad avvenire ogni giorno in Italia, dove siamo sommersi di notizie su svastiche disegnate fuori le porte dei figli dei partigiani o dei deportati ad Auschwitz, o di pestaggi ai danni di persone che hanno l’unica colpa di non essere nati bianchi e italiani. La vicenda di cui parliamo oggi non fa eccezione né è un “caso isolato”: l’odio si sta prendendo tanti di noi, e far finta di nulla di fronte a queste oscenità equivale ad esserne complici.

Le reazioni

Non ha mancato di mobilitarsi tutta la comunità di Pomezia: alla rabbia del sindaco, che ha condannato l’atto come “abominevole”, si è unita la ferma presa di posizione della sindaca di Roma Virginia Raggi, ed anche i carabinieri del luogo si stanno dando da fare per trovare i responsabili dell’atto infame, tant’è che è stata immediatamente aperta un’indagine. Anche gli studenti degli istituti si sono mobilitati, dandosi da fare per coprire le oscenità razziste e fasciste e sostituirle con messaggi di pace, amore, accoglienza, mostrandosi in tal modo degni del messaggio di fratellanza che i padri della Patria ci hanno lasciato conquistando col sangue la libertà per la nazione e riscattando il nome dell’Italia da vent’anni di guerra e dittatura.