Salute

Nuove regole per i medici di famiglia

Cambiano le regole per i medici di famiglia; se non effettua visite domiciliari, potrebbe essere reato.
Nuove regole per i medici di famiglia

I medici di famiglia sono una categoria piuttosto criticata, soprattutto quando alcuni di questi professionisti si rifiutano di effettuare visite domiciliari ai pazienti impossibilitati ad uscire. Inoltre, molto spesso, è difficile raggiungerli telefonicamente anche solo per un consiglio.

Fortunatamente, queste situazioni andranno sempre più ad esaurirsi; infatti, sono in arrivo nuove regole per i medici di famiglia che cambieranno il modo di fruire dei loro servizi.

Le nuove regole

I medici di famiglia saranno obbligati ad effettuare visite a domicilio; se il paziente richiede di essere visitato entro le 10 di mattina, il dottore dovrà presentarsi il giorno stesso della richiesta. Se, invece, la richiesta arriva dopo le 10 del mattino, il medico dovrà presentarsi a casa del paziente entro le 12 del giorno successivo. 


Il discorso cambia durante il sabato o nei prefestivi; in questi giorni, infatti, il medico non è tenuto a svolgere attività in ambulatorio, ma è obbligato ad effettuare le visite domiciliari entro le ore 10 dello stesso giorno e quelle non ancora effettuate, richieste dopo le ore 10 del giorno precedente. 

Visite domiciliari: sì o no?

Tuttavia, non tutte le visite possono essere effettuate dal medico; sarà lo stesso professionista a decidere se i sintomi del paziente sono tali da richiedere una visita a casa. Ovviamente, a questo si aggiunge anche lo stato di salute generale del paziente e la sua età.

Pertanto, le visite domiciliari, totalmente gratuite, verranno effettuate quando il paziente presenta sintomatologie gravi o urgenti o quando non sia trasferibile in ospedale; al contrario, le visite a casa in altri casi sono a discrezione del medico che potrebbe richiedere un compenso per la prestazione.

Questa discrezionalità renderà sicuramente più difficile l’applicazione della nuova normativa da ambo le parti. Una valutazione scorretta delle condizioni di gravità del paziente da parte del medico, infatti, potrebbe costare al professionista sanzioni disciplinari e denunce penali.