Fase 2 e riapertura: c'è una brutta sorpresa per parrucchieri e bar. Ecco cosa sta succedendo

Il rincaro con la Fase 2 è dietro l'angolo. una brutta sorpresa per gli italiani.

Fase 2 e riapertura: c'è una brutta sorpresa per parrucchieri e bar. Ecco cosa sta succedendo

Questa settimana è ripartita tutta Italia, con una Fase 2 a pieno regime. Molti locali hanno già tirato su le saracinesche e atteso i clienti, dal settore della ristorazione a quello della cura della persona. Ma potrebbero esserci delle sorprese.

La riapertura con la Fase 2

Il tutto a condizione che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e adottino protocolli di sicurezza. La stessa cosa vale per gli stabilimenti balneari” aveva detto Conte annunciando la riapertura di bar, pub, ristoranti, parrucchieri e tutti gli altri settori ancora chiusi.

Ma per i clienti potrebbero esserci brutte sorprese, perché i commercianti, a ragione, sperano di poter recuperare qualcosa dopo i due mesi bloccati. “Diversi locali – si legge nell’inserto L’Economia – hanno deciso che per tentare di recuperare quanto perso durante il lockdown fosse venuto il momento di dare una ritoccata (in rialzo) al prezzo del caffè e del cappuccino passati così, rispettivamente, da 0,90 a 1 euro e da 1,30 euro a 1,40. Ma in centro la tazzina ha toccato anche i 2 euro”. 

Secondo il Codacons, invece, si tratta solo di episodi isolati. “A Firenze 1,70, a Roma 1,50. Rincari giustificati dalle misure igieniche e di distanziamento e che costringono gli esercenti a rincarare la dose sulle consumazioni al tavolo. Molti si giustificano col fatto che il rispetto delle norme igienico sanitarie hanno imposto costi imprevisti che naturalmente vengono scaricati sulla clientela finale”. I clienti ovviamente si lamentano, ma al momento gli episodi sembrano essere contenuti.

Rincari in tutti i settori

Non solo il caffè, però è aumentato. Anche i listini dei prezzi di ristoranti e dei parrucchieri sono lievitati, per cercare di bilanciare l’aumento stesso delle spese sostenuto dai commercianti per le sanificazioni. Le attività al momento hanno spese in più da sostenere, oltre ad avere meno introiti per garantire tutte le misure di sicurezza necessarie.

Il Salone Sant’Agnese in piazza Navona a Roma, per esempio, ha dichiarato: “nuovi costi che prima non avevamo come asciugamani monouso, igienizzanti, mascherine, guanti, grembiuli usa e getta. Decideremo se inserire una voce ad hoc nel conto, ma si tratta di pochi euro”. 

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