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Vuoi vivere come ai vecchi tempi? Questo antico borgo toscano cerca nuovi abitanti!

Tornare a vivere “come una volta” é possibile; il borgo toscano di Brento Sanico cerca abitanti per ridare vita alle antiche tradizioni.
Vuoi vivere come ai vecchi tempi? Questo antico borgo toscano cerca nuovi abitanti!

Forse in pochi conoscono Brento Sanico, un piccolo borgo incastonato nell’Appennino tosco-emiliano che, dal 1961, è completamente disabitato.

Questo luogo “fantasma”, caratterizzato da poche case in pietra serena, una chiesa affrescata con canonica e qualche stalla, è un piccolo gioiello storico, purtroppo lasciato all’abbandono.

Tuttavia, alcune persone hanno deciso di dare nuova vita a questo borgo cercando persone che desiderino ripopolarlo e a cui piaccia la vita “come una volta”; a queste persone verrà data una casa, in comodato gratuito.

Case gratuite per ripopolare il borgo

Anna Boschi, romagnola trapiantata a Milano, è tornata nelle sue terre in cerca delle meraviglie della natura. Nel 1998 si imbatte per la prima volta in Brento Sanico e rimane colpita dalla chiesa con le cupole e dagli affreschi ben mantenuti.

Questo Borgo è stato popolato per 900 anni da persone che vivevano sostenendosi esclusivamente di autoproduzione allevando animali, lavorando la terra, utilizzando le risorse del luogo. Essendo anche molto lontano dai centri, la gente qui viveva in modo semplice. Io vorrei che chi sceglierà di trasferirsi qui, di spostare qui la propria residenza, desiderasse vivere in questo modo. Non chiediamo soldi a nessuno proprio perché la sola cosa che vogliamo è che questo torni a essere un paese in cui per strada puoi incontrare bambini che giocano, chiocce con i loro pulcini, anziani seduti fuori dalla porta. Mi rendo conto che è un sogno. Ma è ciò che davvero vorrei per questo posto.


Anna ritorna a far visita al borgo nel 2016 e, con estrema tristezza, scopre che la natura ha preso il sopravvento su quel gioiellino medievale, impedendo di entrare nell’edificio.

La chiesa era ancora in buono stato, gli affreschi e le cupole stavano bene. Ma all’idea che quel gioiello storico potesse andare perduto mi ha preso una stretta al cuore. Così ho chiesto aiuto ad alcuni amici per almeno provare a disboscare un po’ la zona, consentendo alle persone di accedere al borgo. Dopo alcuni mesi ci siamo resi conto che dovevamo fare qualcosa in più, sistemare il luogo a livello più strutturale. Mi sono rivolta quindi a Don Antonio Samorì, che si era già occupato della ristrutturazione di alcune chiese. Quando ha visto il paese, ha subito abbracciato il mio progetto. Abbiamo quindi sistemato il tetto della chiesa e in seguito siamo riusciti ad acquistare all’asta le case e i terreni, mentre per la chiesa e la canonica al momento siamo in trattativa.

La riscoperta del “vivere come una volta”

Oggi sono Anna e don Antonio ad occuparsi del borgo e l’intento è quello di trovare delle persone che siano disposte ad andare ad abitare in quelle sei case. Chi decide di spostare la propria residenza a Brento Sanico potrà avere un’abitazione in comodato d’uso, a titolo completamente gratuito.

La sola cosa chiesta in cambio è il desiderio di tornare a vivere come una volta, rispettando il borgo e le sue tradizioni. 

La nostra proposta ha avuto un successo incredibile, come se tutti all’improvviso volessero venire a vivere là. Abbiamo ricevuto circa 700 richieste tra famiglie con bambini, coppie anziane, persone che desiderano cambiare il proprio stile di vita, che sono stufe di vivere in città, che non ne possono più del traffico e del caos cittadino… Per capire le reali intenzioni, il 14 giugno Don Antonio farà una riunione dedicata a quelle persone che veramente hanno intenzione di vivere a Brento Sanico.

Anna è soddisfatta perchè finalmente può far rivivere la storia di quella piccola realtá: 

È prima di tutto una questione storica. Questi luoghi portano con sé un valore che non si può lasciare perdere. La storia è una cosa importantissima, soprattutto la storia dei nostri Appennini. Siamo noi, sono le nostre radici ed è importante salvaguardare questi luoghi. Sono realtà che possono farci soltanto del bene. I nostri nonni hanno vissuto tanto tempo in questi luoghi, con tanta fatica ma anche con tanta serenità. È questa storia che vogliamo recuperare.