Salute

Tutti conosciamo o abbiamo preso almeno una volta l’Oki. Ma date un occhiata ai suoi effetti collaterali

Leggiamo bene il foglietto illustrativo dell'oki prima di assumere questo farmaco
Tutti conosciamo o abbiamo preso almeno una volta l’Oki. Ma date un occhiata ai suoi effetti collaterali

Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali più o meno gravi, ma in certi casi purtroppo non se ne può proprio fare a meno.

L’importante è sapere cosa stiamo prendendo per poter limitare i danni magari associando un dato farmaco ad altro che ne mitighino gli effetti dannosi sul nostro organismo.

Uno di questi farmaci, da anni controverso, è l’Oki, a base di ketoprofene, il principio attivo.

L’ antidolorifico per eccellenza, facile da reperire e dall’effetto garantito.

Siamo abituati a prendere l’ Oki praticamente per qualsiasi cosa, dai dolori mestruali alla cefalea a grappolo passando per il mal di denti.

Gli effetti collaterali

Ma gli effetti collaterali dell’OKi ovvero del ketoprofene, sono vari e molteplici, diversi da soggetto a soggetto come per tutti i farmaci.


Basta leggere il bugiardino, ovvero il cosiddetto ” foglietto illustrativo” per rendersi conto di quanti e quali siano.

Tra i più lievi troviamo la fotosensibilità, ovvero una reazione della pelle alla luce solare che può far sorgere prurito, eritema o una vera e propria orticaria.

Fino ad arrivare a mal di testa, vertigini, sonnolenza, disturbi visivi e diversi disturbi gastrointestinali.

Questi ultimi possono essere contenuti associando il ketoprofene a farmaci gastroprotettori, che proteggono cioè la mucosa dello stomaco.

Tra questi disturbi vengono annoverati vomito, nausea, gastrite, flatulenza, stitichezza e dolore addominale, ma anche effetti ben più seri come possono essere ulcere, emorragie e addirittura perforazioni ai danni del tratto gastrointestinale.

Per questo motivo a chi soffre di gastriti o altri problemi gastrointestinali viene normalmente prescritta un’altra tipologia di farmaco, con diverso principio attivo.

Tra le altre controindicazioni troviamo poi condizioni indicate con parole un pò più tecniche, come la leucopenia, ovvero la carenza di globuli bianchi, o la piastrinopenia, cioè la carenza di piastrine, o ancora l’agranulocitosi, riduzione nel numero di granulociti, che sono un tipo di globuli bianchi.

In ogni caso come per tutti i farmaci bisogna sempre confrontarsi con il proprio medico curante, per valutare con lui tutte le possibili opzioni e alternative.