Spettacolo

Perché nessuno indossava le mascherine a ‘C’è posta per te’? Arriva la risposta di Maria De Filippi.

Maria De Filippi ospite da Fabio Fazio risponde alle polemiche sul suo programma
Perché nessuno indossava le mascherine a ‘C’è posta per te’? Arriva la risposta di Maria De Filippi.

Per la gioia dei fan è ricominciato il programma re del sabato sera C’è posta per te, andato in onda con la prima puntata di questa nuova stagione sabato 9 gennaio; la padrona di casa Maria De Filippi ha di che festeggiare.

Innanzitutto uno share del 27,98% dovuto a ben oltre 6 milioni di telespettatori incollati davanti alla tv a seguire le storie proposte, molte delle quali commoventi, e il fatto che questa edizione è la ventunesima, cioè il programma di Queen Mary va avanti da 20 anni.

Le polemiche sulle mascherine

Ma anche se è il ritorno in onda della trasmissione seguitissima è stato atteso e ben accolto, non sono mancate alcune polemiche sul fatto che in studio nessuno indossasse la mascherina e le norme circa il distanziamento fossero disattese.


Così ieri sera, ospite da Fabio Fazio al suo Che tempo che fa, ha approfittato per parlare di C’è posta per te e per fare alcune precisazioni. Innanzitutto ha dichiarato che le puntate sono state registrate in un momento in cui il Covid non era così aggressivo, e secondariamente che sono tutti controllatissimi, tutti quelli che partecipano ai suoi vari programmi.

Vengono tutti tamponati, messi in un albergo prima chi riceve la posta, chi manda la posta, io stessa. Il più strano in assoluto è stato Amici al primo lockdown, sembrava di stare alle prove

riferendosi alla mancanza di pubblico. Invece parlando di C’è Posta per te, la De Filippi ha spiegato che si procede tamponando chi manda la busta e mettendolo subito in hotel, dopodiché si fà lo stesso con chi riceve la busta, e ammette: “Non ti nego che molti li abbiamo rimandati a casa“.

Un grande successo

E sul successo del programma confessa

C‘è Posta cambia ogni anno perché le storie arrivano da casa. Cambia la vita loro e cambia quello che metti in scena. (…) Tante storie che vedrai quest’anno parleranno di chi ha perso i propri cari in terapia intensiva.

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