Salute

Quanto sale assumi? Ecco come non esagerare

Troppo sale fa male, per limitarne il consumo dobbiamo sapere quanto ne contengono gli alimenti
Quanto sale assumi? Ecco come non esagerare

Prezioso nell’antichità tanto da essere utilizzato come moneta di scambio, abusato oggi tanto che persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa le sue raccomandazioni, come leggiamo sul suo sito

l’OMS raccomanda un consumo giornaliero di sale inferiore ai 5 grammi, corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio.
Considerato che in Italia la gran parte del sale che assumiamo (il 64%) proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato (in primo luogo pane e prodotti da forno, formaggi e salumi) o è naturalmente presente in alcuni alimenti e che limitare il sale aggiunto a casa, in cucina e a tavola, sebbene fondamentale, influisce soltanto in parte (per il 36%) sui consumi quotidiani, la sfida è da un lato sensibilizzare i consumatori sulla possibilità di ridurre il consumo domestico, dall’altra promuovere presso l’industria alimentare la riduzione del contenuto di sale nei prodotti trasformati.

Quanto ne assumiamo


Sul sito Ohga possiamo farci un’idea di quanto ne assumiamo

un etto di farina di frumento 00 ne contiene 3 mg, un etto di broccoli 12 mg, un etto di fesa di vitellone 41 mg e un uovo circa 82 mg. C’è anche nella frutta: 100 grammi di mandarini ne apportano 1 mg. In generale, i cibi di origine animale ne contengono quantità maggiori. Carne e pesce ne apportano da 40 a 120 mg ogni etto, ma alcuni frutti di mare, come le ostriche, possono arrivare a contenerne 500 mg ogni 100 grammi. In 100 ml di latte intero ce ne sono invece circa 50 mg. Frutta, verdura, cereali e oli sono invece considerati (fatte salve rare eccezioni) alimenti a basso contenuto di sodio

Come limitarne l’assunzione

Quindi come fare per capire quanto sale assumiamo e limitarlo? Consiglia l’OMS

  • Leggiamo attentamente l’etichetta nutrizionale per scegliere, in ciascuna categoria, i prodotti a minore contenuto di sale e cercare i prodotti a basso contenuto di sale, cioè inferiore a 0.3 grammi per 100 g (corrispondenti a 0.12 g di sodio)
  • Riduciamo l’uso di sale aggiunto in cucina, preferendo comunque, ove necessario, minime quantità di sale iodato.
  • Limitiamo l’uso di altri condimenti contenenti sodio (dadi da brodo, maionese, salse, ecc.) e utilizziamo in alternativa spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi.
  • Non portiamo in tavola sale o salse salate, in modo che non si acquisisca l’abitudine di aggiungere sale sui cibi, soprattutto tra i più giovani della famiglia.
  • Riduciamo il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola).
  • Scoliamo e risciacquiamo verdure e legumi in scatola, prima di consumarli.
  • Evitiamo l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini, almeno per il primo anno di vita.

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