Spettacolo

“Viva per miracolo” Maria De Filippi e l’attentato a Maurizio Costanzo. Il suo racconto

La conduttrice ha ricordato un momento drammatico della sua vita.
“Viva per miracolo” Maria De Filippi e l’attentato a Maurizio Costanzo. Il suo racconto

Forse non tutti sanno che la popolare conduttrice Maria De Filippi è viva per miracolo.

Maria De Filippi, viva per miracolo: ecco cosa le è successo in passato

Prima ancora di essere chiamata Queen Mary, la vita di Maria è stata messa in serio pericolo solo per essere la compagna di Maurizio Costanzo.

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Negli anni Novanta, la conduttrice si innamora perdutamente del giornalista che, all’epoca, aveva una carriera avviata ed era molto impegnato contro la Mafia.

Il mondo della criminalità organizzata, tuttavia, non ha mai visto di buon occhio gli interventi televisivi di Costanzo, tanto che per due volte tentarono di ucciderlo.

Maurizio ha raccontato quello che successe nel 1993:

I mafiosi fanno i mafiosi, i giornalisti devono denunciare i mafiosi. Mi occupai molto di mafia in quel periodo, intervistati la nuora di un mafioso importante cercando di convincerla a lasciare la mafia.


Un giorno Totò Riina disse ‘questo Costanzo mi ha rotto i coglioni’. Quello è stato un miracolo, io non guidavo la macchina quindi andai in un’altra macchina con un autista. C’è stato un botto pazzesco, ci siamo salvati io, l’autista e il cane e nessuno è morto. Io quelli che stavano lì fuori li ho poi visti dietro le sbarre: io ero vivo, loro stavano dietro le sbarre. Ho promesso a Maria che mi sarei meno occupato di mafia.

Nel maggio del 1993, il giorno dell’attentato, in auto con Maurizio sedeva anche Maria De Filippi; fortunatamente, Salvatore Benigno, incaricato di detonare la bomba tramite un telecomando a distanza, schiacciò il pulsante con qualche secondo di ritardo e i due uscirono illesi.

La coppia riuscì davvero a salvarsi per un soffio e non ci furono morti; tuttavia, ci furono ben 22 feriti a causa dell’esplosione della bomba che creò un gigantesco cratere nel quartiere Parioli.

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Da quel giorno, Maria promise a suo padre di non salire più in auto con Costanzo, il quale, ricordando l’avvenimento, ha sorriso:

Per fortuna ce ne possiamo permettere due altrimenti uno andava con il tram.

Maria rimase traumatizzata per lungo tempo e, ancora oggi, non sale in auto assieme a Maurizio Costanzo. Il giornalista non si è mai pentito di aver agito lottando contro Cosa Nostra:

60 chili di tritolo, non era poco. Io il conto l’ho pagato, ho fatto le puntate contro la mafia. La mafia si è difesa, guardie e ladri. Penso che un giornalista debba fare quello che ho fatto io.

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