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“Voglio giustizia”: Il rider rapinato e picchiato da “6 infami” per un motorino

Il rider, colpito e derubato da 6 aggressori, è in cerca di giustizia.
“Voglio giustizia”: Il rider rapinato e picchiato da “6 infami” per un motorino

Sabato 2 gennaio, in pieno orario di coprifuoco, un uomo, che di mestiere fa il rider, è stato accerchiato e rapinato da sei persone con il volto coperto.

L’uomo, nonostante calci e pugni, ha tentato invano di liberarsi; alla fine, però, non riesce a divincolarsi e gli aggressori riescono a rubargli lo scooter, facendo perdere le loro tracce.

Il rider è un uomo di 50 anni di nome Gianni; adesso la sua famiglia chiede giustizia. L’aggressione è stata violenta ed efferata. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, chiede che venga fatta luce su questo caso:

Si chiama Gianni, ha 50 anni, e la famiglia chiede giustizia. La famiglia chiede giustizia, si tratta di un uomo che fa il rider per non far mancare nulla a moglie e figli.

Ho già girato queste immagini alle forze dell’ordine.

L’uomo continua a fare le consegne

Nonostante la rapina e le percosse, Gianni non si è perso d’animo; l’uomo, infatti, dopo aver denunciato l’accaduto, ha preso l’automobile del titolare e ha ricominciato ad effettuare consegne.


La sua tenacia era ben evidente anche durante il pestaggio; il rider, infatti, aveva lottato disperatamente per difendersi dall’aggressione, anche se purtroppo la sua forza di volontà non era stata sufficiente:

Mi hanno bloccato dopo il ponte dell’Asse Mediano. Erano tutti ragazzini, tutti ventenni. Non parlavano, mi dicevano solo di lasciare lo scooter.

Ho dolori ovunque, ho preso calci ovunque.

“Non me ne frega dello scooter, ma voglio giustizia”

Gianni è disoccupato ed utilizzava lo scooter della figlia per fare le consegne; l’uomo chiede giustizia e vuole che le forze dell’ordine trovino quei delinquenti che lo hanno aggredito:

Non me ne frega del mezzo.

Anche se del mezzo non gliene frega nulla, rispetto al desiderio di veder consegnati alla giustizia i suoi aggressori, Gianni ha raccontato che in passato aveva lavorato nel reparto di macelleria all’Auchan, ma che poi venne licenziato, a causa di tagli nel personale. Per questo, aveva iniziato a fare consegne utilizzando lo scooter che era stato regalato alla figlia per i suoi 18 anni.

In rete è nata una raccolta fondi destinata all’uomo in cui si chiede una donna per poter acquistare motorino; in poco tempo, risono raggiunti i seimila euro. Speriamo che Gianni possa avere giustizia.

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