Spettacolo

Il dolore (mai ricucito) di Mara Venier: solo ora ha deciso di parlarne.

Mara Venier si è aperta e al settimanale "oggi" ha raccontato di una straziante e dolorosa perdita.
Il dolore (mai ricucito) di Mara Venier: solo ora ha deciso di parlarne.

Mara Venier è uno dei volti più familiari ed amati della televisione italiana; i telespettatori amano la sua professionalità, ma anche il suo grande cuore.

Anche la scorsa domenica, infatti, la conduttrice ha incollato davanti al teleschermo ben 3.108.000 spettatori; la sua Domenica In ha battuto nuovamente il contenitore domenicale di Barbara D’Urso, trasmesso su Canale 5.

Il ricordo della madre Elsa

In questi giorni, la verace conduttrice sta parlando del libro, emozionante e personale, che ha scritto in onore dell’adorata madre Elsa, scomparsa ormai sei anni fa; Mara ha sofferto tantissimo per questo distacco forzato e al settimanale Oggi ha voluto parlare del dolore provato:


Mia madre ha iniziato l’Alzheimer dicendo: ‘Buongiorno signora, come si chiama?’. Mi ha portato via la mamma, una donna piena d’amore, energia e passione. Lei era proprio il mio rifugio sicuro.

“Il libro è stato un percorso complicato”

Per la conduttrice è stato molto difficile ricordare e la stesura del libro è stata molto complicata, lasciata ed interrotta per il grande dolore provato:

Non si tratta di un libro triste, non è solamente su mia mamma. Ho ritrovato me stessa da bambina, i miei figli da piccoli, Elisabetta e Paolo, e le persone più importanti della mia vita. Chi lo legge capirà perché sono così come mi vedete in televisione. Io e mia mamma avevamo un rapporto simbiotico, adoravo essere figlia, tornare a Mestre nella casa della mia infanzia e dormire nel mio lettino… Mia madre ha dato moltissimo amore anche ai miei figli e la sua malattia ci ha uniti, ci ha aiutati a superare vecchie ruggini: tutti e tre abbiamo sentito il profondo desiderio e il dovere di restituirle l’amore che ci ha regalato.

Fino al 2020 non sono riuscita a guardare le sue foto. Il libro è stato un percorso complicato, l’ho mollato per quattro anni e quando l’ho ripreso mi sono interrotta di nuovo. Mi devastava tornare a lei, mi ha convinto mio marito a finirlo. Mi ha anche aiutato Iaio, il bambino di mio figlio Paolo. Mi invase la gioia dopo averlo preso in braccio e sentii la voglia di vivere.

Segui Viaggiare al Verde su Google News