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“Penso di sapere chi possa averla rapita”. Piera Maggio choc, rivela l’identikit del possibile rapitore. Di chi si tratta

Piera Maggio, in collegamento con Gianluigi Nuzzi, ha parlato del rapimento di sua figlia.
“Penso di sapere chi possa averla rapita”. Piera Maggio choc, rivela l’identikit del possibile rapitore. Di chi si tratta

Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, è tornata a parlare della scomparsa della sua piccola avvenuta nel 2004 a Mazara Del Vallo.

“Sapeva quello che faceva”

La donna è stata ospitata in collegamento con Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado e ha raccontato la sua versione dei fatti; la madre di Denise è certa che la piccola non sia stata rapita dai rom:

I rom non hanno rapito mia figlia.

Piera, infatti, pensa proprio di sapere che chi ha preso la sua bambina sapeva quello che faceva:

Chi ha preso mia figlia sotto casa sapeva quello che faceva.

Denise non era solita dare confidenza agli estranei. Probabilmente aveva già visto le persone che l’hanno portata via. Chi ha fatto questo aveva intenzione di farlo: non è stata una cosa improvvisata. Lei non stava giocando fuori casa, da sola sul marciapiede. Aveva quattro anni ed era nell’androne, con il cugino e mia mamma. A un certo punto ha rincorso il suo cuginetto e da lì non ha più fatto ritorno a casa. E’ successo quello che non doveva succedere, perché i bambini non si toccano.


Ci sono stati degli errori nelle indagini che purtroppo non si possono più recuperare. Alcuni errori sono stati commessi per negligenza, altri di proposito e altri ancora per incompetenza. Tutto è accaduto in una provincia dove nessuno si aspettava che rapissero una bambina.

La testimonianza di Felice Grieco

Il racconto di Piera sembra combaciare con quanto fu poi segnalato dalla guardia giurata Felice Grieco; proprio lui, mesi dopo il rapimento della piccola Denise, riprese una bambina che le somigliava. La piccola era con alcuni rom che la chiamavano “Danas”.

L’uomo ha raccontato di aver avuto diversi problemi dopo questa segnalazione:

Il 19 consegnai il CD con i filmati, vennero sul posto. Poi basta… Mesi dopo si è tornato a parlare. Mi fu sequestrato cellulare, pc, ebbi un mandato di perquisizione in casa, forse pensavano nascondessi qualcosa.

L’uomo è stato anche chiamato sul posto, nei campi rom, ad identificare alcune persone:

Davanti ai carabinieri sono stato minacciato da alcuni rom, mi dissero che mi avrebbero tagliato la testa. 

Al momento, la pista dei nomadi resta la più convincente. Anche il legale della famiglia di Denise, Giacomo Frazzitta, sembra della stessa opinione, nonostante non ci siano, purtroppo, certezze.