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“Aveva la stessa auto vista dal testimone” nuovi dettagli sul caso Pipitone, molte informazioni sono state nascoste ai carabinieri.

Sembra che alcune informazioni sul caso di Denise Pipitone siano state nascoste ai carabinieri. Scopriamo insieme di cosa si tratta.
“Aveva la stessa auto vista dal testimone” nuovi dettagli sul caso Pipitone, molte informazioni sono state nascoste ai carabinieri.

La trasmissione Ore 14 di Milo Infante ha reso noto che Giuseppe Della Chiave avrebbe omesso di aver posseduto nel 2004 un’auto compatibile con quella in cui sarebbe stata vista Denise il giorno della sua scomparsa.

Milo Infante ci ha tenuto però a precisare che questo non sia per forza un segno della colpevolezza di Della Chiave, in quanto potrebbe essere solo una coincidenza.

La ricostruzione della testimonianza del sordomuto Battista Della Chiave, ci dice che quest’ultimo avrebbe visto l’1 settembre 2004 la piccola Denise in braccio al nipote Giuseppe in Via Rieti: in questa via si trovava il magazzino in cui lavorava Battista e dove era stata agganciata una telefonata destinata all’utenza della madre di Anna Corona proprio il giorno della scomparsa.

Denise Pipitone: negano tutti


Il particolare dell’avvistamento da parte dello zio Battista sarebbe stato sempre negato da Giuseppe, che ha dichiarato in ogni deposizione data di essere andato al ristorante Il veliero dove lavorava come cuoco e gestore.

Sembra però che mercoledì fosse il giorno di chiusura del ristorante e nessuno dei suoi colleghi fosse lì presente, perciò la storia non regge. Inoltre sembra che Giuseppe Della Chiave il 5 marzo 2013 avesse persino negato di conoscere Anna Corona, ma secondo i suoi colleghi la donna era una cliente fissa de Il veliero oltre ad essere stata una collega di lavoro di Giuseppe presso il Baglio Calia nel 2002-2003.

Il conduttore ha parlato ironicamente di un virus che avrebbe colpito nel 2004 la memoria di molti abitanti di Mazara del Vallo che nel corso delle indagini hanno spesso negato informazioni rilevanti.

Il riferimento, neanche troppo velato, è anche a Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, assolta in tutti e tre i gradi di giudizio. La donna avrebbe infatti fornito alla polizia, il 2 settembre 2004, un numero di cellulare da lei inutilizzato da un mese (dal 3 agosto 2004).

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