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Il piccolo Eitan è stato dimesso dall’ospedale. Ecco con chi crescerà

Si parla dell'affido del piccolo Eitan, sopravvissuto alla strage del Mottarone, appena dimesso dall'ospedale
Il piccolo Eitan è stato dimesso dall’ospedale. Ecco con chi crescerà

Durante la tragedia del Mottarone, la funivia caduta il 23 marzo, nella quale hanno perso la vita 14 persone, una sola, come risaputo, si è salvata miracolosamente, il piccolo Eitan, 5 anni, che nello schianto ha perso tutta la sua famiglia, il papà Amit Biran, la mamma Tal Peleg, e il fratellino Tom di soli 2 anni, nonché i bisnonni.

Un triste risveglio

Dopo il trasferimento dalla rianimazione a un normale reparto di degenza dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, il piccolo Eitan è stato seguito attentamente da un team di psicologi ed esperti che hanno avuto il compito di raccontargli quanto successo ai familiari, dei quali aveva chiesto subito dopo essersi risvegliato.

Al suo fianco dal primo momento la zia Aya, nominata dal tribunale di Torino tutrice del piccolo, che ha fatto sapere pochi giorni fa:

Il desiderio dei suoi genitori Era di tornare in Israele e farlo crescere lì. Faremo di tutto perché i desideri di mio fratello e sua moglie per Eitan si realizzino.


Una volta dimesso, il bollettino medico dell’ospedale ha precisato:

Ora le sue condizioni sono molto migliorate. La sua prognosi è di 60 giorni. Proseguirà il percorso terapeutico dal punto di vista psicologico ed effettuerà future visite di controllo.

Un cammino lungo e delicato

L’avvocato Cristina Pigna del foro di Milano, rappresentante legale della zia Aya, ha spiegato:

Il bambino sta apprendendo lentamente quanto è successo con i familiari e gli psicologi. È venuto a conoscenza delle conseguenze della tragedia con le modalità concordate dai medici, dagli specialisti e dai familiari. È un cammino lungo e delicato.

Aya ha scritto una toccante lettera al suo amato fratello scomparso, nella quale si legge tutto il suo dolore:

Mio Amit, mio piccolo fratellino, mia amata Tal-Tal e nostro Tomi-Tom. Non ho parole per descrivere quanto ci mancherete. Quando ci avete raggiunto a Pavia, Eitan aveva solo un mese, le mie bimbe due e 18 mesi. Per la prima volta da anni abbiamo avuto una famiglia in Italia. Abbiamo condiviso la crescita dei bambini, li abbiamo allattati insieme, visti sviluppare l’armonia che c’è tra due fratelli. Sapevamo che ci saremmo sempre stati gli uni per gli altri.

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