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“Michele si sentiva male da giorni” Papà Domenico Merlo torna a parlare

Le parole piene di dolore del padre di Michele Merlo che lo ricorda così
“Michele si sentiva male da giorni” Papà Domenico Merlo torna a parlare

Perdere un figlio è sempre una tragedia, un dolore troppo grande che nessun genitore dovrebbe mai provare, ma avere il sospetto che la perdita si sarebbe potuta evitare fa ancora più male, se possibile.

Troppe ombre

Così Domenico, il padre di Michele Merlo, il giovane scomparso a soli 28 anni per una leucemia fulminante i cui sintomi a suo dire non sono stati riconosciuti al pronto soccorso, torna a parlare del suo dolore e delle condizioni del figlio nei giorni antecedenti la sua morte prematura:

Ci sono molte ombre in ciò che è accaduto a mio figlio. Lui si è presentato in ospedale, stava male ma l’hanno rimbalzato. Si è presentato perché il mal di gola persisteva, il sangue gli usciva dal naso, aveva mal di testa. Gli hanno risposto che non poteva intasare il pronto soccorso, e l’hanno mandato via prescrivendogli un antibiotico. Michele si sentiva male da giorni e mercoledì era andato al pronto soccorso di Vergato, ma era stato rimandato a casa. I sintomi che presentava da qualche giorno sono stati interpretati come una banale forma virale.


Una giovane vita spezzata nel momento più felice:

Aveva un disco pronto, con un singolo appena registrato. Ha trascorso qualche giorno a Bassano con Luna, la sua fidanzata, poi erano tornati insieme sulle colline bolognesi. Ora voglio sia fatta chiarezza. Michele era il nostro unico figlio, io e mia moglie abbiamo bisogno di sapere se tutto questo dolore si poteva evitare. 

Un grande talento

Per questo i genitori di Michele hanno richiesto un’autopsia per accertare le possibili colpe di chi non ha dato le dovute cure e attenzioni al giovane talentuoso, un talento che il padre ha voluto ricordare, come leggiamo su alcune testate:

Avrà avuto otto anni: lui con la chitarra in mano. Già allora si capiva che l’arte gli scorreva nel sangue. Cantava, suonava, componeva poesie, dipingeva dei bellissimi quadri. Del resto la mamma, mia moglie Katya, ha una bellissima voce e ama cantare. Io invece mi diletto a scrivere. Michele però ha sempre avuto una marcia in più. Diceva: “Papà, vedrai che ce la faccio a sfondare”. Ed era a un passo dal riuscirci…Sono sicuro che sarebbe riuscito a sfondare. Anzi, ci riuscirà, perché attraverso la sua arte Michele continua a esistere.

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