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“Spero mi lasci vivere” Il dramma di Gianluca Vialli. Le sue parole

Le parole di Gianluca Vialli che ha raccontato del suo problema nella docu-serie Sogno Azzurro
“Spero mi lasci vivere” Il dramma di Gianluca Vialli. Le sue parole

Le malattie fanno sempre paura, ma forse quando colpiscono gli sportivi ancora di più perché si pensa che loro, con una vita sana e un fisico allenato, dovrebbero essere indistruttibili, e invece sono vulnerabili esattamente come noi perché purtroppo alcune malattie non guardano in faccia a nessuno.

La lotta di Vialli

A parlarne ultimamente e con grande dignità è stato Gianluca Vialli, ex calciatore, allenatore e oggi dirigente sportivo che nel 2017 è stato colpito da tumore al pancreas, per fortuna sconfitto.

E ne ha parlato in Sogno Azzurro, la docu-serie Rai in quattro puntate che racconta il cammino della Nazionale Italiana verso gli Europei dell’11 giugno attraverso le storie, gli allenamenti e le interviste ai calciatori. Tra i protagonisti c’è appunto Gianluca Vialli che il ct Roberto Mancini ha voluto accanto in questa avventura europea, e ha parlato della sua malattia:

È salito sul treno con me e io devo andare avanti, viaggiare a testa bassa, senza mollare mai, sperando che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora per tanti anni perché ci sono ancora molte cose che voglio fare.

e ancora:


Sono stato un giocatore e un uomo forte e vulnerabile. Qualcuno si può essere riconosciuto con la voglia di fare qualcosa d’importante. Il cancro è più forte di me e se lo combatti perdi. Spero un giorno si stanchi e mi lasci vivere. Io con il cancro non ci sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me. È un compagno di viaggio indesiderato, però non posso farci niente.

Grandi amici

Ha poi speso parole d’apprezzamento anche per l’amico Roberto Mancini:

È un leader serio e sa che non deve dimostrare nulla a nessuno. Sin dal primo giorno l’obiettivo che ci siamo prefissati è sempre stato quello di far tornare a divertire i tifosi italiani, che si erano un po’ allontanati. Credo sia giusto riportare l’Italia in cima al mondo.

e sulla loro amicizia datata:

Ci siamo conosciuti in Nazionale quando eravamo ragazzini. Era un giocatore forte, tecnico, velocissimo. Ricordo che la prima volta insieme mangiammo e parlammo della Samp… Nei miei gol c’era il suo piede e nei suoi il mio.

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