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Confisca milionaria alla famiglia di un usuraio, ecco quanto avevano in casa

A Napoli un duro colpo alla camorra, sequestrati beni di un usuraio
Confisca milionaria alla famiglia di un usuraio, ecco quanto avevano in casa

Uno dei crimini più odiosi della criminalità organizzata è, dopo la richiesta del cosiddetto pizzo, il reato dell’usura; una cosa orribile approfittare della difficoltà delle persone per stravolgergli e rovinargli per sempre la vita, poiché una volta caduti nelle mani degli abietti usurai difficilmente si riuscirà a saldare il proprio debito che lieviterà ogni giorno fino a raggiungere cifre improponibili rendendo di fatto schiavi di queste persone senza scrupoli.

La confisca dei beni

Persone che sulla pelle degli altri si arricchiscono e costruiscono imperi, come è stato scoperto a Napoli nel regno della camorra; il lavoro congiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno permesso la confisca di un tesoro costituito di  beni del valore di 1,3 milioni di euro.

Il provvedimento è stato emesso  dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, nei confronti delle figlie del defunto Ciro Giordano conosciuto come Ciruzzo a Varchetella.


L’uomo fin dagli anni ’80 avrebbe gestito attraverso i propri conti personali le ingenti somme di denaro provenienti dalle attività illecite delle maggiori organizzazioni camorristiche del luogo, e le indagini hanno appurato che proprio i suoi conti si sarebbero arricchiti di oltre 6 miliardi di vecchie lire da allora e in poco tempo.

Inoltre sempre da parte sua sarebbero stati emessi assegni importanti verso alcuni esponenti noti di altrettanto noti clan della camorra come Angelo e Lorenzo Nuvoletta, Pupetta Maresca, ( diretta oppositrice di Raffaele Cutolo ndr) Pasquale Zaza, Vincenzo e Agizza. 

I precedenti

Non è il primo sequestro che riguarda la famiglia dell’uomo, già raggiunta precedentemente da diverse altre confische negli anni tra il 1987 e il 2001, una delle quali ammontava ad oltre 30 miliardi di lire custoditi presso banche italiane e svizzere.

I beni confiscati oggi erano intestati alle figlie e ai familiari di Giordano sotto forma di investimenti e polizze, ma dai controlli della Guardia Di Finanza nessuna attività lecita avrebbe potuto fornire tali forme di guadagno e accumulare un simile patrimonio nel tempo.