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Drammatici ritrovamenti: altre 160 tombe di bambini trovate vicino a un’ex scuola. Ecco dove

Continuano ad emergere dal sottosuolo tombe anonime di bambini rapiti alle loro famiglie
Drammatici ritrovamenti: altre 160 tombe di bambini trovate vicino a un’ex scuola. Ecco dove

Le drammatiche notizie che sono giunte dal Canada nelle ultime settimane non accennano ad arrestarsi; continuano infatti ad emergere nuove tombe tutte anonime di bambini indigeni, dal suolo dei collegi cattolici canadesi ancora attivi fino agli anni ’70.

Le scuole dell’orrore

A giugno sono emersi i corpi di 751 bambini nativi americani dai terreni dell’ex collegio cattolico di Marieval, nella provincia canadese di Saskatchewan, e un mese prima la scoperta dei resti di 215 bambini nei pressi della Kamloops Indian Residential School.

I bambini venivano sottratti con la forza alle loro famiglie per essere poi affidati a queste scuole cattoliche e costretti a convertirsi al cristianesimo, molti scomparivano nel nulla, come hanno confessato alcuni sopravvissuti.

E non è ancora finita, purtroppo, in un comunicato ufficiale infatti la tribù amerinda Penelakut ha fatto sapere di aver individuato altre 160 tombe sul suolo che ospitava la Kuper Island Residential School, nella zona della Colombia Britannica.

Questo collegio era soprannominato  la Alcatraz del Canada, e come in tutti gli altri, dove venivano rinchiusi bambini tra i 7 e 15 anni, erano comuni malattie e virus, come hanno testimoniato i sopravvissuti, che portavano delle vere epidemie di influenza, parotite, morbillo, varicella e tubercolosi le quali ad ogni ondata decimavano i bambini.

Gli abusi


Bambini che subivano anche abusi di ogni tipo, come ha confessato Debbie Delorme, rapita a soli 5 anni:

Quando ero in prima elementare, mi sono quasi congelata ma sono stata anche abusata sessualmente, fisicamente e mentalmente.

Terribili affermazioni confermate da Barry Kennedy, anche lui rapito a soli 5 anni, che ha raccontato che il cibo era talmente immangiabile che spesso i bambini vomitavano, ed erano costretti a mangiare il loro stesso vomito.

Questo è quello che dovevi affrontare, insieme alla confusione di chiederti dove era la tua famiglia, insieme alla confusione di essere solo. Ad un certo punto era diventato un parco giochi per pedofili.

Riporta il The Guardian:

Si ritiene che circa 150.000 bambini indigeni abbiano frequentato i collegi finanziati dal governo, che erano per lo più gestiti dalla chiesa cattolica. Le scuole esistono da più di un secolo e sono state progettate specificamente per separare i bambini dalle loro famiglie e dalla loro cultura; l’ultimo chiuso nel 1996. Migliaia di sopravvissuti hanno descritto spaventosi abusi fisici e sessuali. Si ritiene che coloro che sono morti abbiano sofferto di malnutrizione, malattie o abbandono. Alle loro famiglie spesso non veniva detto che erano morti.

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