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Novità sul caso Viviana e Gioele: procura chiede archiviazione. Ecco come sono morti

Restituiti i corpi di Viviana Parisi e del piccolo Gioele e chiesta l'archiviazione
Novità sul caso Viviana e Gioele: procura chiede archiviazione. Ecco come sono morti

A quasi un anno di distanza forse finalmente chiarezza è stata fatta sulla triste vicenda della morte di Viviana Parisi e il suo piccolo Gioele e potrà essere messa la parola fine su tutta la faccenda dando un minimo di conforto ai familiari che almeno sapranno cosa è realmente successo.

L’incidente

Come ricorderete la donna venne ritrovata nei boschi di Caronia, in Sicilia, ai piedi di un traliccio, verosimilmente dopo essersi lanciata nel vuoto, e il bambino di soli 4 anni fu rinvenuto dopo quasi 20 giorni; tante le ipotesi al vaglio per capire cosa fosse successo, i due avevano avuto un incidente d’auto e quella è stata l’ultima volta che sono stati visti assieme vivi.

Dunque è stata richiesta l’archiviazione e i corpi sono stati restituiti ai familiari che potranno celebrare i funerali; il Procuratore Angelo Vittorio Cavallo che ha coordinato l’inchiesta sulla morte dei due fa sapere attraverso l’Adnkronos di aver richiesto al gip l’archiviazione sostenendo:


Nessun estraneo ha avuto un ruolo, neanche marginale, mediato o indiretto. Tutte le indagini tecniche svolte hanno permesso di accertare come Viviana, senza ombra di alcun dubbio, si sia volontariamente lanciata dal traliccio dell’alta tensione, con chiaro ed innegabile intento suicidario. Più complessi sono risultati gli accertamenti medico-legali-entomologici-veterinari per stabilire la causa della morte di Gioele, alla luce dello stato di conservazione del corpo. In ogni caso sono stati raggiunti dei sicuri punti fermi.

Cade quindi del tutto l’ipotesi dell’omicidio da parte di terzi o dell’attacco mortale di animali selvatici, come sosteneva il marito Daniele Mondello che non riesce a darsi pace.

Le cause della morte

Gli accertamenti sui reperti biologici di origine animale e di tipo veterinario-forense hanno permesso di rilevare, in primo luogo, come Gioele non abbia subito, mentre era ancora in vita, alcuna aggressione da parte di animale (canidi, suidi o altro tipo ancora). E’ stato invece accertato come la specie animale ‘Vulpes vulpes’ abbia svolto un ruolo di necrofago, abbia cioè consumato il corpo di Gioele, ma soltanto dopo la sua morte.

continua il Procuratore, che conclude:

La donna si è ‘rifugiata’ nel bosco di Pizzo Turda perché riteneva di dover scappare da inesistenti aggressori o perché temeva che il marito potesse toglierle la potestà genitoriale. L’ipotesi dell’infanticidio commesso da Viviana, continua a rimanere la tesi più probabile e fondata per questo Ufficio.