Curiosità

“Statene alla larga” Gli esperti hanno avvisato tutti. Ecco di cosa si tratta

Una delle piante più urticanti al mondo che porta alla pazzia
“Statene alla larga” Gli esperti hanno avvisato tutti. Ecco di cosa si tratta

La natura è meravigliosa, ma a volte ci regala oltre che gioie anche alcuni dolori, come nel caso delle piante urticanti. Tutti conoscono infatti l’ortica, una pianta perenne e urticante che si trova alle nostre latitudini, che ha però anche varie proprietà e benefici; ma questa non è l’unica pianta ad avere un effetto deleterio qualora venisse toccata a mani nude.

La pianta dei suicidi

Esiste anche l’ortica Gigante Australiana, dal nome scientifico Dendrocnide moroides, che è detta pianta dei suicidi poiché è talmente forte il dolore che si avverte anche solo sfiorandola che le persone preferiscono morire per mettergli fine.

Comune nelle aree della foresta pluviale nel nord-est dell’Australia,  ha delle foglie molto grandi a forma vagamente a cuore che possono essere lunghe fino a 22 centimetri e larghe 18, ricoperte da una fitta peluria di cui la dottoressa Marina Hurley, esperta in foresta pluviale ed ecologia di acqua dolce, ha scritto su The Conversation :

Il ‘pungiglione’ è causato da peli urticanti che contengono tossine e che ricoprono densamente le foglie, gli steli e i frutti. La fitta copertura dei peli fa sembrare le foglie come se fossero ricoperte di morbida pelliccia e può dare l’impressione che invitino al tatto.

Il tocco di questa pianta causa un dolore che si intensifica dopo circa 20 minuti e i suoi aculei possono rimanere nella pelle fino a sei mesi, provocando dolore ogniqualvolta la pelle viene pressata o lavata con acqua calda o fredda.

Le esperienze


La dottoressa Hurley racconta:

Durante le mie ricerche alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, ho sentito decine di storie di persone che sono state punte, tra cui una lettera di un ex militare, Cyril Bromley, che diceva di aver toccato la pianta dopo essere caduto mentre attraversava un torrente vicino al fiume Barron (North Queensland) nel 1941. Disse che il dolore era così forte che dovettero legarlo al letto d’ospedale per tre settimane. Raccontò anche che un ufficiale si era sparato perché non sopportava il dolore.

e avvisa:

La cosa meno conosciuta e molto inquietante degli alberi pungenti è che causano starnuti intensi, emorragie nasali e possibilmente gravi danni alle vie respiratorie, se si sta vicino a loro per più di 20 minuti senza protezione.

Su australiangeographic.com la testimonianza di Ernie Rider, che ne venne a contatto nel 1963:

Per due o tre giorni il dolore fu quasi insopportabile. Non riuscii a lavorare o a dormire, dopodiché fu un dolore piuttosto forte per un’altra quindicina di giorni o giù di lì. Il dolore persistette per due anni e si ripresentava ogni volta che facevo una doccia fredda […] Non c’è niente che possa competere con questo, è dieci volte peggio di qualsiasi altra cosa.