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Complottista e no-vax muore per COVID, era un ex agente CIA

Morto un no-vax che sosteneva l'ipotesi del complotto dietro il coronavirus, e non solo
Complottista e no-vax muore per COVID, era un ex agente CIA

Si moltiplicano i cosiddetti no-vax, i contrari al vaccino anti-covid, alcuni dei quali pensano addirittura che la malattia non esista e dietro ci sia chissà quale complotto ordito dai Governi di tutto il mondo per tenere la popolazione sotto scacco; alcuni arrivano a dichiarare che non esistano nemmeno i morti che la tv ci ha fatto vedere.

Le colonie su Marte

Le notizie del pentimento a volte tardivo di alcuni di loro sono sporadiche, molto più comuni invece quelle delle loro dipartite, come quella giunta recentemente circa la morte di Robert David Steele, un ex ufficiale della Cia nonché complottista, scomparso dopo essersi ammalato di covid durante il suo tour Arise USA! tour in tutto il Paese per “risvegliare la nazione sulla verità del virus” attraverso il quale promuoveva il suo messaggio No-vax e le sue teorie cospirative, come quella di bambini schiavi inviati in colonie su Marte, per far capire il soggetto.

Steel si vantava di essere stato il primo a dichiarare che la pandemia fosse una vera e propria bufala e che il virus in realtà non esistesse; invece è stato ricoverato all’inizio di agosto dopo averlo contratto proprio durante una delle tappe del suo tour e la sua morte è stata confermata da un amico domenica 30 agosto.

Solo il 17 aveva dichiarato nell’ultimo post sul suo blog:


Non farò il vaccino, anche se sono risultato positivo a quello che oggi chiamano Covid, ma la questione è che i miei polmoni non funzionano. La buona notizia è che sopravvivrò con qualche giorno di riposo. Dovrei essere di nuovo attivo e presto funzionante.

continuando a sostenere:

Questa è stata un’esperienza di pre-morte, molto simile a una nuova esperienza di morte che l’intero paese sta vivendo in questo momento. Non saremo mai gli stessi perché ora sappiamo che ci hanno mentito su tutto.

Una morte sospetta

L’amico che ne ha confermato la morte, Mark Tassi, anch’egli complottista fino alla fine ha dichiarato: “Robert è morto e l’intera faccenda è molto sospetta” sostenendo che la sua malattia sia stata provocata da qualcuno per farlo tacere. Come se tutto il mondo lo conoscesse.